Newsletter Luglio
 
 
LA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA, NASCE L'EBOOK ENPAPI-NURSE24.IT di Mario Schiavon
LA LIBERA PROFESSIONE INFERMIERISTICA, NASCE L'EBOOK ENPAPI-NURSE24.IT
di Mario Schiavon

La libera professione infermieristica è in forte e continuo sviluppo non solo per la difficoltà da parte di molti infermieri, soprattutto giovani, di avere contratto di lavoro subordinato ma soprattutto per le opportunità che riserva. Nasce da questo l'eBook firmato ENPAPI e Nurse24.it, quotidiano online di riferimento del settore, che fornisce tutte le informazioni utili a chi vuole intraprendere la libera professione infermieristica e per chi già la svolge.
L'eBook si intitola "La libera professione infermieristica. Una scelta consapevole tra etica, opportunità e servizi". Nel testo si affrontano le tipologie di contratto, i compensi, la previdenza sociale, con un occhio anche agli aspetti etici. Una vera e propria guida per l'esercizio della libera professione infermieristica.
L'eBook è scaricabile gratuitamente dal sito https://www.nurse24.it/.
 
IL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE LEGITTIMA L'APPLICAZIONE DEL CONTRIBUTO INTEGRATIVO AL 4% ANCHE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE di Marco Bernardini
IL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE LEGITTIMA L'APPLICAZIONE DEL CONTRIBUTO INTEGRATIVO AL 4% ANCHE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
di Marco Bernardini

Lo scorso 3 luglio è stata pronunciata dal Consiglio di Stato la Sentenza n. 4062 con la quale viene riconosciuta la parità di trattamento contributivo tra le prestazioni rese dagli iscritti agli Enti istituiti ai sensi del D.Lgs 103/1996 in favore di privati e Pubblica Amministrazione.
Quanto ai profili di merito della controversia tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Adepp - Associazione degli Enti Previdenziali Privati, l'EPAP - Ente di Previdenza e Assistenza Pluricategoriale e la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a Favore dei Ragionieri e Periti Commerciali, come correttamente evidenziato dal giudice di primo grado, il punto focale della stessa riguarda l'interpretazione da dare all'art. 8, comma 3, D.Lgs n. 103/1996, così come modificato dalla Legge n. 133/2011, laddove, dopo aver previsto che la misura del contributo integrativo a carico di coloro che si avvalgono delle attività professionali degli iscritti è fissato in una misura percentuale (rispetto al fatturato lordo) non inferiore al 2% e non superiore al 5%, dispone che "al fine di migliorare i trattamenti pensionistici degli iscritti alle casse o enti di cui al presente decreto legislativo e a quelli di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, che adottano il sistema di calcolo contributivo è riconosciuta la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all'incremento dei montanti individuali, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica garantendo l'equilibrio economico, patrimoniale e finanziario delle casse e degli enti medesimi".
I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito che l'aliquota del contributo integrativo applicata dalla Cassa deve essere la medesima, sia che i servizi siano resi verso i privati sia verso le PA.
A riguardo, qualora così non fosse si andrebbe a creare "un'ingiustificabile ed insanabile disparità di trattamento che finirebbe per rendere, peraltro, recessiva la finalità precipua perseguita dalla predetta novella, ossia di garantire al libero professionista giovane che accede al sistema contributivo al termine dello svolgimento della propria attività professionale un trattamento pensionistico adeguato. E, infatti, il giovane professionista che svolgesse la propria attività professionale in favore di pubbliche amministrazioni godrebbe di un incremento del proprio montante individuale nella predetta parte dimezzato rispetto a quello del collega il quale, invece, svolgesse la propria attività esclusivamente in favore di soggetti privati, pur trattandosi delle medesime prestazioni professionali e consistendo la differenza esclusivamente nella caratterizzazione pubblica o privata del committente della prestazione professionale".
"Un risultato davvero significativo - ha commentato il Presidente Mario Schiavon - che permette di aumentare il montante contributivo degli iscritti e di creare le condizioni per rendere le prestazioni previdenziali più  elevate".
 
MODELLO UNI/2018 di Sandro Tranquilli
MODELLO UNI/2018
di Sandro Tranquilli

Dal 16 luglio p.v. nel Cassetto Previdenziale sarà attiva la sezione per la dichiarazione telematica dei redditi definitivi 2017 e presunti 2018 (Modello UNI/2018).
La scadenza regolamentare per la comunicazione dei dati definitivi 2017 è prevista al 10 settembre 2018.
Gli importi da indicare per il 2017 sono quelli relativi al reddito professionale di lavoro autonomo ed al volume d'affari derivanti dall'attività libero professionale infermieristica svolta con Partita IVA individuale e/o con Partita IVA associata.
La dichiarazione dei redditi presunti 2018 è facoltativa, ma se ne consiglia la comunicazione per la determinazione dell'anticipo del saldo dovuto per tale anno.
 
INDENNITA' DI MATERNITA' di Sandro Tranquilli
INDENNITA' DI MATERNITA'
di Sandro Tranquilli

Le iscritte all'Ente possono presentare domanda per ottenere l'indennità di maternità nei seguenti casi:
  • parto;
  • interruzione di gravidanza, per motivi spontanei o terapeutici, dopo il compimento del sesto mese;
  • adozione o affidamento in pre-adozione a condizione che il bambino non abbia superato il sesto anno di età al momento dell'ingresso nel nuovo nucleo familiare;
  • aborto spontaneo o terapeutico verificatosi non prima del terzo mese di gravidanza;

  • La domanda di indennità di maternità può essere inviata attraverso l'Area Riservata, a mezzo posta ovvero consegnata a mano presso la sede dell'Ente.
    La domanda può essere presentata a partire dal compimento del 6° mese di gravidanza ed entro il termine perentorio di 180 giorni dalla nascita del bambino o dall'interruzione della gravidanza o dall'entrata in famiglia nel caso di adozione o affidamento.
    Al modulo di domanda deve essere allegata la seguente documentazione:
  • copia di un documento di riconoscimento valido;
  • copia della dichiarazione dei redditi presentata ai fini IRPEF e relativa al secondo anno antecedente la data dell'evento;

  • e a seconda del caso:
  • certificato medico, redatto in carta intestata, con timbro e firma del medico attestante, comprovante l'epoca gestazionale (non inferiore alla 25^ settimana), la data presunta di inizio della gravidanza e del parto ovvero il certificato di assistenza al parto ovvero
  • certificato medico, redatto in carta intestata, con timbro e firma del medico attestante, comprovante l'avvenuta interruzione di gravidanza, spontanea o volontaria, dopo il sesto mese di gravidanza ovvero
  • copia autenticata del provvedimento di adozione o affidamento pre-adottivo, certificato di nascita del bambino (o dichiarazione sostitutiva di certificazione sottoscritta dalla persona che ha diretta conoscenza dei dati richiesti) e dichiarazione della data di ingresso del bambino nel nucleo familiare (nel caso di adozione o affidamento pre-adottivo) ovvero
  • certificato medico, redatto in carta intestata, con timbro e firma del medico attestante, comprovante l'avvenuta interruzione di gravidanza, spontanea o volontaria, non prima del terzo mese di gravidanza.

  • Il diritto all'indennità di maternità è escluso laddove l'iscritta goda di analoga prestazione, erogata da altro Ente di Previdenza obbligatorio. L'indennità viene erogata anche nel caso di iscritta che svolge contestuale lavoro dipendente con contratto a tempo parziale: l'importo erogato sarà pari alla differenza tra l'indennità percepita e quella che sarebbe stata erogata dall'Ente (quota differenziale).
    L'indennità di maternità che viene corrisposta è pari all'80% dei 5/12 del reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali come reddito da lavoro autonomo dalla libera professionista nel secondo anno antecedente la data dell'evento.
    L'indennità è riconosciuta anche nel caso di reddito negativo o pari a zero: non può essere inferiore a cinque mensilità di retribuzione calcolata nella misura dell'80% del salario minimo giornaliero stabilito per la qualifica di impiegato dalla Tabella A allegata al D.L. 29/07/1981 n. 402, convertito con modificazioni nella legge 26/08/1981 n. 537 (art. 70, comma 3 D.Lgs 151/2001). La misura minima dell'indennità di maternità per l'anno 2018 è pari ad € 5.012,80. L'indennità non potrà essere superiore a cinque volte l'importo minimo derivante da comma 3, dell'art. 70 del D.Lgs 151/2001. Per l'anno 2018 tale importo è pari a € 25.064.
    L'indennità di maternità in quanto sostitutiva del reddito professionale costituisce base di calcolo dei contributi previdenziali dovuti all'Ente ed è sottoposta alla ritenuta d'acconto del 20% a meno che l'esenzione della ritenuta d'acconto venga dichiarata barrando l'apposita casella nella domanda.
     

    INDENNITË DI MALATTIA - GESTIONE SEPARATA ENPAPI di Sandro Tranquilli
    INDENNITA' DI MALATTIA - GESTIONE SEPARATA ENPAPI
    di Sandro Tranquilli

    Gli artt. 29, 31 e 32 del Regolamento di Previdenza e Assistenza della Gestione Separata ENPAPI dispongono che sono ammessi a fruire dell'indennità di malattia gli iscritti che, all'atto della domanda, siano titolari di rapporti di collaborazione in corso di svolgimento e che siano in possesso dei seguenti requisiti:
  • risultare titolare di tre mensilità di contribuzione, maggiorata dell'aliquota aggiuntiva dello 0,72%, versata nelle casse della scrivente Gestione previdenziale nei dodici mesi precedenti la data di inizio dell'evento;
  • non godere di un reddito individuale superiore, nell'anno solare precedente l'evento, al 70% del massimale contributivo di cui all'art. 2, comma 18, L. 335/1995.

  • Il certificato medico - rilasciato in duplice copia dal medico curante (trasmesso all'INPS per via telematica) - deve essere inviato entro il termine perentorio di due giorni dal rilascio (art. 2 del D.L. n.663/1979, convertito nella Legge n.33/1980 e successive modificazioni). L'iscritto è tenuto a trasmettere all'ENPAPI la copia rilasciata al lavoratore con espressa indicazione della diagnosi.
    In caso di presentazione oltre il termine di legge, non sarà possibile indennizzare le giornate di ritardo.
    Il periodo massimo indennizzabile è pari ad 1/6 della durata del rapporto di lavoro. Sono, in ogni caso, garantiti un minimo di venti giorni di malattia nell'anno solare ad esclusione degli eventi di durata inferiore a 4 giorni.
    L'importo erogato a titolo di indennità di malattia è pari ad una frazione del massimale contributivo dell'anno dell'evento diviso 365 giorni secondo le seguenti percentuali:
  • 4% se risultano accreditate fino a 4 mensilità di contributi, anche non continuative, nei dodici mesi precedenti la data dell'evento;
  • 6% se risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contributi, anche non continuative, nei dodici mesi precedenti la data dell'evento;
  • 8% se risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contributi, anche non continuative, nei dodici mesi precedenti la data dell'evento.
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